News del 09/02/2018
Allo sbaraglio i Centri per l’impiego
La nota della Funzione pubblica sui ritardi della Regione e la carenza di politiche attive del lavoro
Allo sbaraglio i Centri per l’impiego

Quella che sembrava dovesse essere una fase transitoria e "semplice" nel passaggio Province-Regione dei Centri per l'impiego sta assumendo caratteri sempre più preoccupanti per cittadini e lavoratori.
Chiariamo, una volta per tutte, che dall'entrata in vigore del D.Lgs. 150/2015 è la Regione che ha il compito di coordinare le attività dei Centri per l'impiego nel territorio, in raccordo con l'Anpal, l'Agenzia nazionale per il lavoro. Brilla invece l'assenza della Regione, che si limita a disporre l'attuazione delle direttive che arrivano dall'Anpal senza tener conto dei servizi che i 15 uffici regionali sono in grado di erogare in relazione al numero di addetti presenti, al loro livello di inquadramento e alla loro formazione specifica. Per di più senza pensare di formare gli operatori sulle nuove competenze richieste e senza neppure rafforzare la rete informatica che deve supportare l'inserimento dei dati della maggior parte delle operazioni.
Per esempio da poco (e da quanto sembra non in tutti gli uffici) si è cominciato a siglare con gli utenti il "Patto di Servizio Personalizzato" previsto dall'articolo 20 del D.Lgs. 150/2015, che può configurarsi come una sorta di contratto tra l'operatore, che funge da Responsabile delle Attività, e gli utenti sottoscrittori. Il Patto introduce "doveri" per i disoccupati che, se non rispettati, possono mettere a rischio l'erogazione stessa dell'indennità di disoccupazione.
Da parte degli operatori che si trovano a dover sottoscrivere questi Patti vi è la responsabilità di assurgere al ruolo di referenti senza che, in molti casi, abbiano le competenze necessarie per condurre un colloquio di Orientamento e senza poter offrire all'utente percorsi formativi di riqualificazione o congrue offerte di lavoro come previsto dal patto stesso.
Quindi, indipendentemente dalla recente norma della legge finanziaria 2018 che transita definitivamente alle Regioni il personale, la Regione Abruzzo ha compiti da assolvere e da verificare subito, dunque:
- le politiche attive contenute nel Patto di Servizio Personalizzato sono disponibili per gli utenti e sono concretamente erogabili?
- il personale è tenuto all'erogazione del Patto di Servizio Personalizzato in assenza dei percorsi formativi o di riqualificazione che la Regione deve offrire?
- nei Centri per l'impiego è presente, nella dotazione organica, personale formato per erogare politiche di Consulenza alla ricerca attiva del lavoro, counselling personalizzato, percorsi sull'autoimpiego e autoimprenditorialità?
Gli episodi che si leggono sulla stampa (con le proteste dell'utenza e la disorganizzazione dei servizi, n.d.r.) sono il segnale del ritardo che la Regione accumula nell'attuazione delle politiche attive del mercato del lavoro. La Fp Cgil invita la Regione ad accelerare il passo, partendo dalla condizione oggettiva dei Centri, potenziando le competenze assenti, a tutela delle migliaia di persone, giovani, disoccupati, licenziati e cassintegrati che si rivolgono ai Centri per l'Impiego e che devono trovare risposte certe.

 

La Segreteria regionale Fp Cgil Abruzzo


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