News del 02/11/2018
Autostrade, terremoti e territorio: all’Abruzzo servono fondi per la messa in sicurezza
Il sollecito della Fillea regionale al nuovo governo
Autostrade, terremoti e territorio: all’Abruzzo servono fondi per la messa in sicurezza

"È stato lanciato da più parti, ma anche e soprattutto dal ministro Toninelli, un allarme sicurezza relativo alle due autostrade A24 e A25 gestite dalla società Strada dei Parchi. Quando si danno questi allarmi bisogna rispondere con i fatti, emanando i decreti utili a sbloccare 192 milioni di euro. Questi finanziamenti sono relativi alla seconda fase di adeguamento sismico delle due vie autostradali, dichiarate già dal 2012 strategiche in caso di sisma. C'è un'urgenza del territorio e ci sono i lavoratori in cassa integrazione che attendono la riapertura dei cantieri".
A richiamare il governo e il ministro alle Infrastrutture alla coerenza, ovvero a dare seguito con i fatti all'annuncio che nel Decreto Genova recentemente approvato dal Parlamento ci sono i 192 milioni annunciati per le opere di messa in sicurezza antisismica dei viadotti delle autostrade che collegano l'Abruzzo a Roma, è stato Silvio Amicucci, segretario generale della Fillea Abruzzo, anticipando tra l'altro uno dei temi del congresso regionale che si terrà tra una settimana a Lanciano.
Lo ha fatto per diversi motivi. Perché agli utenti di due regioni, l'Abruzzo e il Lazio, che peraltro pagano pedaggi autostradali tra i più cari d'Italia, va garantita la sicurezza delle due arterie gestite dalla concessionaria Strada dei Parchi; perché va difesa l'occupazione di centinaia di dipendenti della società concessionaria in cassa integrazione e che aspettano la riapertura dei cantieri dopo aver rischiato il lavoro a causa dello stop alle opere per mancanza di fondi, e perché quelle autostrade che partono da Roma e valicano l'Appennino collegando Adriatico e Tirreno rappresentano per lo Stato un asse strategico proprio per le operazioni di protezione civile.
E allora è il tema della sicurezza e dei fondi necessari quello che Amicucci propone nel sollecito rivolto al ministro, in una regione - come la Cgil e la Fillea hanno ricordato spesso - che avrebbe bisogno di una costante, profonda e diffusa manutenzione del territorio (dalla ricostruzione post-sisma al rischio idraulico, dalla difesa della costa al ridisegno delle città) che risolverebbe tanti problemi ma che darebbe anche tanto lavoro in un settore in crisi come quello edile. Un comparto al quale una spinta potrebbe darla proprio la ricostruzione legata ai terremoti degli ultimi anni ma che aspetta ancora le decisioni del nuovo governo.
"In Abruzzo abbiamo avuto più terremoti in pochi anni - afferma Amicucci - e bisogna dire che se la ricostruzione del 2009 non sta viaggiando come dovrebbe, quella del 2016-2017 è ancora al palo", senza dimenticare "il caos sulla Strada dei Parchi, che ha contribuito a riaccendere i riflettori sulla necessità di sicurezza sul nostro territorio". Secondo il sindacalista inoltre "dall'estero ci vedono un paese che cade a pezzi, e in realtà c'è bisogno di rifare strade, ponti, di costruire piste ciclabili e nuove infrastrutture. Dobbiamo prendere atto che dal Dopoguerra ad oggi si è costruito tanto e male, ed è proprio per questo che il settore dell'edilizia ha bisogno di un cambiamento epocale".
Allo stesso modo hanno bisogno di sicurezza anche i lavoratori, della certezza di non lavorare al nero, di avere un contratto o di non essere sottopagati, di non mettere in gioco la vita sui ponteggi. E allora se per la Fillea il tema della legalità era e resta centrale, un nodo da sciogliere è quello dell'obbligatorietà del Durc Congruità, uno strumento necessario a combattere gli abusi "che siamo riusciti a ottenere dopo lunghe battaglie per il sisma del Centro Italia ma che non c'è per il cratere sismico del 2009". Come spiegare d'altra parte che per lo stesso problema si applicano norme differenti, che "proprio nel capoluogo abruzzese le imprese impegnate nella ricostruzione hanno avuto l'obbligo di presentare il documento fino al 31 dicembre 2016 e poi, con una legge nazionale, è stato varato il Durc online (Dol)". Una cosa sulla quale "chiederemo alla Regione Abruzzo una delibera specifica che non permetta di avere due procedure diverse nello stesso territorio. In questo senso - incalza Amicucci - dobbiamo ricordare che spesso ci sono zone dove si sovrappongono i crateri sismici, e questo genera caos e rallentamenti nell'intero processo di ricostruzione". Quello che serve dunque è una legge nazionale sulle calamità, che "torneremo a chiedere affinché Stato, Regione, prefetti, Comuni e Protezione civile agiscano come un solo corpo durante i disastri, con una norma unica alla quale fare riferimento nell'emergenza. Certo le ordinanze sono fondamentali, devono rispondere alle specificità e vanno scritte con le comunità locali, ma non possono sopperire alla mancanza di una legge nazionale".


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