News del 03/03/2018
Relazioni industriali e contrattazione collettiva: il documento di sindacati e Confindustria
Il commento della Cgil dopo il confronto tra le parti sociali
Relazioni industriali e contrattazione collettiva: il documento di sindacati e Confindustria

Sarà firmato venerdì 9 marzo, al termine di una valutazione degli organismi delle organizzazioni sindacali, il documento scaturito dal confronto fra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria in merito ai contenuti e agli indirizzi delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva.
La Cgil nazionale, nel sottolineare che si realizza un importante quadro di certezze nelle relazioni sindacali in una stagione di grande confusione, evidenzia l'efficacia del ruolo di regolazione economica e sociale svolto dalle parti sociali. Per Susanna Camusso si tratta di un documento che "rappresenta un punto avanzato di sintesi, che indica non solo il quadro di regole in cui si muoveranno sindacati e imprese ma anche una visione di sviluppo economico e sociale e di possibili positivi sviluppi a favore della coesione sociale e della competitività di sistema".

La segretaria generale della Cgil sottolinea inoltre "la consapevolezza delle parti della loro potestà regolatoria rispetto ai parametri salariali e normativi inseriti nei contratti collettivi nazionali di lavoro. Un netto no a qualsiasi intervento legislativo sul salario".
Rilevanti sono anche "la previsione condivisa sulla necessità di diffondere la contrattazione di secondo livello con competenze sia salariali che di organizzazione del lavoro; l'attenzione a una formazione continua che facendo leva sul sistema pubblico e sull'impresa diventi strumento di politiche attive del lavoro e di competitività d'impresa; la comune convinzione della necessità di una difesa del welfare pubblico e di un'estensione di un welfare contrattuale integrativo capace di meglio soddisfare i bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie; l'impegno cogente a migliorare le condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro".
La Camusso ricorda poi che "nel documento ci sono altri due punti di grande interesse: la misurazione della rappresentanza, anche delle imprese, che potrà eventualmente diventare norma di legge, e la valorizzazione della partecipazione dei lavoratori negli indirizzi strategici di impresa". Dunque "un documento che nella confusione e nella deregolazione potrà essere un solido punto di riferimento per indirizzare non solo le relazioni sindacali ma i futuri interventi in materia".

 

P.S. In allegato il testo del documento


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