News del 10/05/2018
Sud: quattro idee per la crescita, l’occupazione e lo sviluppo (dell’intero Paese)
Le proposte della Cgil su investimenti pubblici, nuova Iri, infrastrutture e messa in sicurezza del territorio
Sud: quattro idee per la crescita, l’occupazione e lo sviluppo (dell’intero Paese)

Sostenere la spesa e gli investimenti pubblici; programmare le politiche industriali e i processi di innovazione creando una nuova Agenzia per lo sviluppo industriale; connettere territori e persone con collegamenti materiali e immateriali finanziati da un fondo destinato alla mobilità; prendersi cura del territorio e di chi lo abita, con una strategia pluriennale che lo metta in sicurezza ed eviti lo spopolamento delle aree interne.
E' su questi quattro punti, queste macro-aree, che si fonda la strategia per il Sud elaborata dalla Cgil e presentata recentemente a Gioia Tauro (ne alleghiamo di seguito il documento integrale). Una serie di idee che servono anche all'Abruzzo, che viene ricompreso all'interno della geografia e delle politiche per le regioni meridionali, e che potrebbero essere utili anche al prossimo governo.
Fatto è che per la Cgil "è evidente che permane nel Sud una crisi anzitutto sociale, delle condizioni delle persone, cui non si è dato una risposta adeguata". D'altra parte "la mancanza di lavoro è il nodo principale da affrontare, e per farlo serve una politica di sviluppo complessiva che può essere costruita intorno ad alcune idee forti". Vediamo quali sono a grandi linee:
Sostenere - Tra le proposte della Cgil c'è l'aumento dell'intensità dell'investimento pubblico nel Mezzogiorno, portando la spesa ordinaria in conto capitale dello Stato, nelle regioni del Sud, ad almeno il 45% del totale per un quinquennio. Per la confederazione sindacale il 34,5% attualmente previsto dall'ultimo Decreto Sud non è sufficiente. Per quanto riguarda risorse aggiuntive, programmazione europea e Fondo Sviluppo e Coesione, la Cgil chiede di accelerare la spesa concentrandola su un numero ridotto di progetti in un'ottica sovraregionale, una scelta tuttavia che richiede una riforma dell'Agenzia per la Coesione Territoriale così da renderla in grado di operare efficacemente nei territori.
Programmare - Andrebbe creata un'Agenzia per lo sviluppo industriale, una sorta di nuova IRI, in grado di definire le specializzazioni produttive, governare i processi di innovazione e attuare una strategia nazionale di sviluppo, con una visione unitaria e di medio periodo, autonoma dalla politica.
Connettere - Va introdotto un fondo destinato alla mobilità nel Mezzogiorno, non considerando prioritari solo i grandi assi ferroviari e autostradali ma anche una rete intermodale che garantisca pieno diritto alla mobilità ed eviti la marginalizzazione di aree geografiche con il conseguente spopolamento. Connettere i territori e le persone non significa costruire solo collegamenti fisici ma garantire anche una infrastrutturazione sociale e immateriale.
Prendersi cura - La Cgil infine chiede risorse e una strategia pluriennale per la messa in sicurezza, la cura e la valorizzazione del territorio e del patrimonio ambientale, la vera emergenza nazionale e in particolare del Sud.

 

P.S. In allegato il documento della Cgil sulle proposte per il Mezzogiorno


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