News del 13/05/2018
Trasporti a rischio nelle zone interne: la Regione fermi la delibera
L’iniziativa a Teramo di Cgil e Filt, il commento di Sandro Del Fattore
Trasporti a rischio nelle zone interne: la Regione fermi la delibera

Prima una riforma del trasporto pubblico locale che presentava novità importanti sostenuta anche dalla Cgil e dagli sforzi e i sacrifici dei lavoratori, quindi una mezza marcia indietro che resuscita una società (la Sangritana Spa) che doveva essere chiusa, ma soprattutto che rischia di infliggere l'ennesima penalizzazione a territori e popolazioni che avrebbero bisogno di ben altre attenzioni da parte della politica e del governo regionale: quelli delle aree interne.
Argomenti che sono stati discussi nei giorni scorsi in un incontro promosso a Teramo dalla Cgil e dalla Filt regionali e provinciali. Un confronto con gli amministratori del territorio (assenti ingiustificati proprio i consiglieri regionali) durante il quale Luigi Scaccialepre della Filt ha ricordato che "negli ultimi mesi la Regione ha assunto una serie di provvedimenti sul trasporto pubblico locale estremamente negativi, con il risultato che un servizio fondamentale finora regolato e sostenuto sarà lasciato alle sole convenienze del mercato", con tutto quel che implica nei collegamenti tra Roma e due provincie abruzzesi, Teramo e L'Aquila. Con ripercussioni negative sul numero e il costo delle corse per la Capitale, quelle utilizzate giornalmente da migliaia di pendolari.
Il sindacalista dunque parte dal cosiddetto Decreto Madia, che ha introdotto nuove norme per i trasferimenti di risorse e il riparto alle Regioni del fondo nazionale dei trasporti. Una sfida difficile per le regioni con ampie zone interne e montane, poco abitate, che va affrontata puntando all'efficienza del trasporto pubblico, al miglioramento del servizio e al recupero dell'evasione nel pagamento dei biglietti. Tutte cose fattibili, secondo Scaccialepre, a condizione però di cambiare la delibera della giunta regionale e di continuare a conteggiare i servizi su Roma nei servizi minimi essenziali.
Il Decreto Madia in particolare dava alla Regione due possibilità: o andava all'affidamento del trasporto pubblico locale attraverso una gara (con il bando da deliberare entro il 30 dicembre 2017), oppure sceglieva l'affidamento in house. La Regione Abruzzo però, che ha scelto l'affidamento in house, ha successivamente "girato" il servizio alla Sangritana, una società regionale che per lo stesso Decreto Madia doveva essere chiusa e che è stata appositamente... resuscitata. Inoltre alla tratta che collega Giulianova a Roma (passando per Teramo e L'Aquila) sono stati tagliati anche i contributi a carico del Fondo regionale trasporti, per cui quella tratta rientra nei servizi commerciali, regolati soltanto dalle convenienze del mercato.
Così, una volta deciso di togliere il sostegno alle corse con Roma, sono stati tagliati i contributi a carico del fondo dei trasporti regionale, considerando quelle corse servizi commerciali. Il loro trasferimento alla Sangritana sarebbe dovuto avvenire il 1° gennaio di quest'anno, poi il 1° aprile, infine a luglio dopo l'ultimo rinvio. Inoltre mentre Tua continua a gestire le corse da Giulianova a Roma senza un sostegno economico, si attende che il consiglio regionale approvi la delibera che rende definitivo il passaggio della tratta alla società resuscitata. In tal caso si rischia non solo di ridurre il numero delle corse ma anche di aumentarne il costo, senza più tariffe calmierate. La stessa Tua inoltre potrebbe uscirne indebolita e priva di servizi fondamentali.
Lo si diceva all'inizio: con questa scelta si mette a rischio un'operazione innovativa, la creazione di Tua, resa possibile anche dall'appoggio del sindacato e dagli sforzi dei lavoratori. E' la stessa normativa poi che rende possibile la gestione dei servizi commerciali e del trasporto pubblico locale in capo allo stesso soggetto: è sufficiente tenere separate le due contabilità. Franco Rolandi, segretario regionale della Filt, chiede quindi al consiglio regionale di non votare la delibera di trasferimento e conclude ricordando altre vicende: dalle vittorie al Tar da parte di alcuni vettori privati (ai danni di Tua, che ne subirà la concorrenza al ribasso), alla base delle quali c'è il ritardo della Regione nel legiferare sui servizi minimi; al fatto che dal 2019 tornerà la penalizzazione di 8 milioni (sospesa per il terremoto) per non aver raggiunto gli obiettivi di efficientamento del servizio; alla vicenda dell'estensione del biglietto unico regionale, di cui beneficia soltanto l'area Chieti-Pescara (fino a Silvi, nel teramano) escludendo tutti gli altri abitanti dell'Abruzzo.
D'altra parte i trasporti sono un comparto cruciale per la sorte stessa delle comunità e dei territori, un tema sul quale ha detto la sua anche Sandro Del Fattore, segretario generale della Cgil Abruzzo, con le interviste ai telegiornali abruzzesi che si possono rivedere collegandosi ai seguenti indirizzi internet:

 

https://youtu.be/c9VQ68TfKiY   (Super J)

 

https://youtu.be/t55Za3eLJHY   (Teleponte)

 


www.abruzzo.cgil.it ~ info@abruzzo.cgil.it