News del 30/10/2018
Trasporto pubblico: i problemi dell’Abruzzo e le condotte antisindacali
Cgil e Filt dopo la sentenza del tribunale di Chieti sulla società Tua
Trasporto pubblico: i problemi dell’Abruzzo e le condotte antisindacali

A chiarire il nodo di fondo è stato Germano Di Laudo, segretario generale della Cgil di Chieti: «Stiamo parlando di una società pubblica - ha dichiarato ieri in conferenza stampa - pagata dai contribuenti e gestita dalla Regione. Una società pubblica che con una scelta politica mette in discussione una legge dello Stato, diritti attribuiti ai lavoratori e al sindacato dall'ordinamento giuridico».
Di Laudo si riferisce alla vicenda di Maurizio Di Martino, segretario della Filt-Cgil teatina e macchinista del settore ferroviario, il quale ad agosto aveva chiesto a Tua spa, la società di trasporto pubblico controllata dalla Regione Abruzzo, di concedergli l'aspettativa non retribuita in base a quanto previsto dalla legge. Una richiesta avanzata per poter svolgere attività sindacale alla quale l'azienda ha opposto però il suo diniego (della vicenda il sindacato aveva informato anche i prefetti di Abruzzo, Marche e Molise), aprendo un contenzioso legale concluso nei giorni scorsi con la sentenza del giudice del lavoro del Tribunale di Chieti, Ilaria Prozzo, e con la condanna della società unica del trasporto regionale abruzzese per condotta antisindacale. Una sentenza contro la quale la società potrà ovviamente presentare appello, e che afferma tuttavia "l'antisindacalità della condotta posta in essere dalla Tua spa", stabilisce che il diniego ha violato una legge dello Stato (la 300-70, in particolare l'articolo 31) "limitando fortemente l'attività sindacale del lavoratore e, per il suo tramite, quella dell'organizzazione sindacale", e ordina alla società di "cessare immediatamente la condotta antisindacale denunciata e di aderire alla richiesta di aspettativa". Peraltro una aspettativa non retribuita, come ha spiegato Di Martino, per evitare attacchi e strumentalizzazioni contro i rappresentanti sindacali.
Fatto è che Cgil e Filt parlano di "un attacco anche di natura politica", perché "lo scontro tra la Cgil e la politica regionale sui trasporti è cruento" ma anche perché mai "nessuno si era permesso di attaccare un diritto sindacale sancito da una legge dello Stato". D'altra parte non è la prima volta che in Regione il confronto si è fatto acceso, è successo anche con altre amministrazioni, "anche all'epoca della giunta Chiodi ci furono scontri durissimi ma nessuno si era mai permesso di arrivare a tanto".
E qui torniamo al nodo evidenziato da Germano Di Laudo, secondo cui il clima di scontro nasce dalle vicende degli ultimi anni, dalle scelte politiche e gestionali. Quello che è in discussione, oltre al rispetto dei diritti sindacali e della Cgil in particolare, sono la riorganizzazione del comparto dopo la scomparsa dell'Arpa, il fatto che una società di trasporto pubblico (Sangritana) sia stata prima cancellata e dopo riesumata dal governo regionale, la penalizzazione delle zone interne, il biglietto unico applicato soltanto in alcuni territori (escludendo le province di L'Aquila e Teramo), la cancellazione di corse su gomma ma anche su rotaia ("nell'ultimo anno sono stati soppressi oltre cento treni, anche a causa della mancanza di personale - si è detto ieri in conferenza stampa - stiamo monitorando la situazione da tempo e l'azienda non ha mosso un passo per rafforzare un settore delicato e ad alta specializzazione") e diversi altri problemi che Cgil e Filt abruzzesi stanno segnalando da tempo alla politica, alle istituzioni e all'opinione pubblica.
Concludiamo con il parere di Vincenzo Di Lorenzo, l'avvocato che ha seguito la causa. "La sentenza - ha spiegato il legale - si fa apprezzare sotto due punti di vista: uno soggettivo, perché è stato valorizzato l'interesse del sindacato e la sua centralità; l'altro oggettivo, perché viene stabilito che non esiste la possibilità di contemperare le esigenze dell'azienda con quelle del sindacato, che in base alla legge ha voce sulla scelta e la tempistica dell'aspettativa. Il provvedimento del giudice è difficilmente attaccabile e credo che in caso di eventuale contenzioso l'esito sia scontato".

 

P.S. Per riascoltare le interviste tv si può utilizzare il seguente indirizzo internet:

 

https://youtu.be/s7xY-up7O8A   (Tvsei)     

 

 

 

 

 

 


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