News del 29/05/2018
Una crisi istituzionale senza precedenti: si rispetti la Costituzione
Cgil Cisl Uil scrivono a Mattarella. Il nodo dell'Europa e i problemi concreti delle persone
Una crisi istituzionale senza precedenti: si rispetti la Costituzione

"Nessuno si azzardi a pensare una guerra alle istituzioni". Così, con poche ma chiarissime parole, sin dalla tarda serata del 27 maggio la Cgil ha denunciato il clima e i toni preoccupanti che in questi giorni hanno raggiunto lo scontro politico ma soprattutto gli attacchi alle istituzioni repubblicane, a cominciare dal Capo dello Stato. Una crisi istituzionale senza precedenti, tale che la Cgil è scesa in campo per difendere le prerogative del Presidente della Repubblica e chiedere rispetto per la Costituzione. D'altra parte i problemi concreti non possono aspettare, quindi per il sindacato gli interessi dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani e dei disoccupati devono tornare velocemente al primo posto dell'agenda politica.
"Siamo preoccupati dal clima e dai toni che si stanno usando in queste ore - ha spiegato Susanna Camusso ai giornalisti - In molti dimenticano che ci troviamo di fronte a una scelta, da noi condivisa, di rispettare la Costituzione. Di questo stiamo parlando, delle prerogative presidenziali e delle scelte che devono essere fatte". Circa l'ipotesi di chiedere lo stato d'accusa per il Capo dello Stato avanzata da alcuni partiti, il segretario generale della Cgil ha sottolineato che "Mattarella ha agito nell'interesse di una cosa fondamentale che sono i trattati internazionali. Non ho mai pensato che fosse possibile risolvere i problemi che l'Italia ha con l'Europa con l'uscita dalla UE, una cosa che porterebbe a un gigantesco indebolimento per il nostro Paese". La dirigente sindacale conclude osservando che "c'è molto analfabetismo costituzionale, una tendenza a dimenticare l'articolo 1 della Costituzione, che dice che siamo una Repubblica parlamentare. Questo è il tema che non viene mai affrontato e che porta a cose inedite come quella che si possa determinare tutto in via extraparlamentare e poi protestare quando si deve tornare in Parlamento".
Una presa di posizione cui è seguita ieri una lettera unitaria al Capo dello Stato firmata dai segretari generali di Cgil Cisl Uil - rispettivamente Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo - il cui testo riportiamo integralmente:

 

"Caro Presidente, desideriamo manifestarle la nostra viva preoccupazione per il perdurare di una crisi politica e istituzionale che ha pochi precedenti nella storia della nostra Repubblica. Intendiamo ribadire con forza il nostro impegno a difesa della Costituzione, che fissa con chiarezza ruolo e prerogative del Presidente della Repubblica e delle Istituzioni democratiche. Se è pienamente legittimo avere ed esprimere opinioni e valutazioni politiche differenti, va senza alcuna incertezza difeso e riaffermato il diritto e il dovere del Presidente della Repubblica di esercitare, in trasparenza e autonomia, le proprie funzioni costituzionali. Ci permettiamo inoltre di sottolineare l'urgenza di decisioni rapide per l'economia e il lavoro. C'è un Paese reale che ancora soffre per le conseguenze della crisi economica degli ultimi dieci anni. Per questo pensiamo che le attese e gli interessi di lavoratori, pensionati, giovani e disoccupati debbano essere messe al primo posto nell'agenda istituzionale e politica del Paese. Con rinnovato e deferente senso di stima e rispetto Le giunga, Signor Presidente, il nostro saluto e l'augurio sincero di buon lavoro".


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