In piazza i pensionati: non siamo il bancomat del governo

Pensionati in piazza il 4 gennaio, a partire dalle ore 10 davanti alla Prefettura di Teramo, per protestare contro la decisione del governo di rimettere mano alla rivalutazione delle pensioni.
La mobilitazione indetta dai sindacati nazionali dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil si è tenuta nella stragrande maggioranza delle province italiane con presidi davanti alle Prefetture e proseguirà anche nei prossimi giorni per arrivare a una grande manifestazione nazionale. I sindacati Spi, Fnp e Uilp contestano al governo di aver fatto cassa con i pensionati, utilizzati come bancomat per finanziare la manovra economica. Una misura giudicata ingiusta e profondamente punitiva nei confronti di migliaia di persone anziane della provincia di Teramo, a cui viene ancora una volta presentato il conto da pagare.
A livello nazionale in tre anni la manovra sottrae 2,5 miliardi di euro dalle tasche dei pensionati, intervenendo nuovamente sull'adeguamento delle pensioni all'inflazione. Infatti la manovra finanziaria appena approvata dal governo riduce la rivalutazione per tre anni (dal 2019 al 2021) per quelle d'importo superiore a 1.540 euro mensili lordi.
"Sono dieci anni che la rivalutazione è bloccata - spiegano Giuseppe Oleandro (Spi-Cgil), Antonio Liberatori (Fnp-Cisl) e Sabatino Di Sabatino Uilp-Uil) - Siamo contro questo tipo di politica: abbiamo di fronte un governo a cui piace parlare di reddito di cittadinanza ma non dice nulla sulla necessità di approvare nel nostro Paese una legge sulla non autosufficienza".
Le tre sigle sindacali hanno chiesto al prefetto di Teramo di essere ricevuti per illustrare le ragioni della protesta.

 

Spi     Fnp     Uilp    Teramo

 


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