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    Venerdì, 10 Agosto 2018
Castel di Sangro. Caruso boccia l'unione tra gli ospedali
Il sindaco: la nostra autonomia è sacra, d'accordo col primo livello all'Annunziata

CASTEL DI SANGRO. «La prospettata ipotesi di accorpare in un unico polo sanitario gli ospedali di Sulmona, Castel di Sangro e Popoli non ci trova d'accordo. Manifestiamo un sostanziale dissenso all'impostazione, che pare orientata a perseguire unicamente il riconoscimento di ospedale di primo livello a Sulmona, sul quale siamo perfettamente d'accordo». Un no senza appello quello del sindaco di Castel di Sangro e presidente della Provincia dell'Aquila, Angelo Caruso, all'ipotesi prospettata da più parti, anche dallo stesso assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, di creare un polo sanitario unico del Centro Abruzzo con i tre ospedali dell'Abruzzo interno. «Intanto va stigmatizzato l'atteggiamento di voler accorpare il nostro ospedale d'imperio - sottolinea Caruso - attribuendo ad ogni nosocomio le specialità. Riteniamo che la peculiarità del nostro ospedale è stata riconosciuta dalla legge e dalla riforma sanitaria approvata dalla Regione, la ragione della nostra autonomia sta non solo nella classificazione di ospedale di zona disagiata ma anche quale struttura ospedaliera di confine regionale, capace perciò di attrarre il 40% di mobilità attiva fuori dall'Abruzzo. A tal proposito va ricordato che il consiglio comunale ha approvato un accordo di confine per armonizzare la sanità abruzzese con quella molisana per la zona dell'Alto Sangro. Un obiettivo questo che potrà dare vantaggi anche all'ospedale di Sulmona, come del resto già avviene allorquando vengono trasferiti pazienti già ricoverati a Castel di Sangro. Non può immaginarsi una capacità attrattiva del nostro ospedale se esso verrà depotenziato o relegato a un mero contenitore di prima accoglienza. Sono queste e non altre le strategie sulle quali siamo disponibili a discutere». Sono contrari a un polo sanitario unico del Centro Abruzzo anche alcuni consiglieri comunali d'opposizione di Sulmona, che reputano tale soluzione «fuori dal tempo. Venti anni fa gli ospedali riuniti avrebbero avuto un senso, oggi non più: si tratta di un progetto impercorribile e l'unica soluzione resta quella della riclassificazione dell'ospedale di Sulmona a ospedale di primo livello».


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